PUBBLICAZIONI


TRADUZIONI


SEI LETTERE A ANDRÉ BRETON

Edizioni L'Obliquo, 1992


A cura di Carlo Pasi
Con quattro tavole di Sol Le Witt

Di Antonin Artaud (Marsiglia, 1896 – Ivry-sur-Seine, 1948) poeta, attore, drammaturgo, disegnatore di straordinaria forza e originalità, sono apparsi in italiano Al paese dei Tarahumara, Il Monaco raccontato da Antoni Artaud, Il teatro e il suo doppio, I Cenci, Eliogabalo, Van Gogh, il suicidato della società e L’ombelico dei limbi.

Sol Le Witt, nato nel 1928 da genitori russi emigrati negli USA, è riconosciuto come fondatore e punto di cerniera tra arte Minimal e Concettuale. Sono del 1966 i suoi “paragraphs on conceptual art” e del 1969 le “Sentences on Conceptual Art”. Molto vicino all’Italia, dove ha avuto mostre e riconoscimenti ovunque, vive e lavora a Spoleto una buona parte dell’anno, e forse possiamo credere che il soggiorno italiano abbia lasciato qualche traccia nel suo lavoro.

IN FORMA DI PAROLAAntonin Artaud

Il Pomerio editore, 1996


Specchio della tauromachiae altri scritti sulla corridaMichel Leiris

Bollati Boringhieri


A cura di Catherine Maubon

“A lungo appassionato da quel grande spettacolo popolare che è la corrida, cui attribuisce un alto valore estetico, ha pubblicato uno Specchio della tauromachia (1938) nonché altri scritti d’ispirazione taurina e ha redatto il testo del documentario lungometraggio La corrida, realizzato da Pierre Braunberger”.
Così Leiris stesso ricordava nel 1967, nello stile anonimo che si addice a un curriculum amministrativo, quella parte di piccola mole ma di grande importanza della sua opera che qui si raccoglie per la prima volta in un unico volume. Oltre ai due testi citati (con originale a fronte) e altri interventi minori completano il corpus degli scritti dedicati da Leiris alla corrida, alla sua simbolica e alla sua erotica, il cui interesse va oltre la passione per “quel grande spettacolo popolare” di cui sopra. In effetti per l’autore la tauromachia è anche e soprattutto una grande metafora dell’esperienza letteraria (come dirà esplicitamente in un testo premesso a L’età dell’uomo): è uno di quei luoghi, avvenimenti, circostanze in cui nella vita quotidiana affiora per un momento il sacro.