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POESIE


[…] Poesie oniriche e altre notti, la mia prima raccolta, è questa ricerca di un silenzio che il sogno strappa al linguaggio della realtà in qualche modo traducendolo in una scrittura direi quasi sonnambulica, perché sospesa, allarmata, sull’abisso del silenzio da cui emerge, filtrata, e in cui rischia di riaffondare. Se consideriamo infatti la poesia come una scansione di carattere musicale, un battito, un respiro in grado di ritmare parole e silenzi (i pieni e i vuoti della grafia), ecco che il mondo onirico, disteso sulla pagina, simile a una partitura verbale si pone di fronte a uno sguardo che sembra invocare un ascolto. E le immagini che si dipanano paiono arrotolarsi in una scorza acustica che le incide nel profondo – un’acustica dell’anima. Ma per contrasto è il corpo, la vibrazione corporea iscritta nel respiro, a divincolarsi, oltraggioso, dalla massa compatta del silenzio. E l’ombra parlata, bagnata dalla notte, si dilata consolidandosi in una concretezza di realtà che in qualche modo l’oggettivi: “Trattando l’ombre come cose salde” è l’epigrafe sottaciuta che avrei voluto utilizzare per le mie poesie […] (estratto da Nel segno del doppio e delle ombre, Intervista a Carlo Pasi di Doriano Fasoli)

Poesie oniriche e altre notti

Edizioni L'Obliquo, 2002


Poesie interrogative

Edizioni L'Obliquo, 2005


L'ARCO DEL DESIDERIO

Petrartedizioni, 2017